La Montagna e la Morte


Publiziert von gbal, 28. Mai 2014 um 15:22. Diese Seite wurde 562 mal angezeigt.

Convengo che questo sia un titolo un po’ lugubre per gente che come noi va in montagna per godere la bellezza della natura, la bellezza dei tre Regni, minerale, vegetale ed animale ma soprattutto per sentirsi vivi. Ciò nonostante siamo avvezzi a leggere o a vivere personalmente esperienze di persone che all’improvviso si trovano ad affrontare, impreparate, il Grande Transito che tutti vorremmo giungesse il più tardi possibile.
L’aspetto che più ci colpisce è quando questo avviene proprio nel momento in cui camminiamo felici  tra le montagne che tanto amiamo. Eppure è così! Tendiamo a non soffermarci su questi pensieri a meno che non ci vengano sbattute in faccia dalla stampa o la TV le tragiche notizie di incidenti alpini; normalmente questi pensieri li evitiamo. Possiamo continuare così, come lo struzzo affonda la testa nella sabbia oppure rifletterci e parlarne.
E’ quanto ha voluto fare Oreste Forno, celebre alpinista a tutto campo e avvincente scrittore di montagna con il suo Riflettiamo… che potrete leggere sul suo bel sito www.oresteforno.it  assieme a tante notizie sulla sua attività passata, presente e futura.
Potrete ovviamente esprimere le vostre opinioni in merito sul sito stesso. E’ un argomento delicato che sulle prime può far ritrarre l’ottimista, il sicuro di sé ma tenete presente che Oreste parte dalla Montagna e dalla Vita per riflettere sulla Morte e non il contrario. La sua è comunque la penna di chi ama soprattutto la vita, i monti e la natura tutta e per questo amore ha anche operato scelte ed affrontato sacrifici. E vi consiglio anche i suoi libri, tutti diversi l’uno dall’altro, ma tutti scritti con uno stile che conquista il lettore e che rende difficile interrompere la lettura.

E buona lettura vi auguro….

gbal




Kommentare (7)


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Amedeo hat gesagt:
Gesendet am 28. Mai 2014 um 17:05
".....Ora credo di poter dire che la cosa migliore, e forse unica, è parlare della possibilità di morire in montagna, sempre, in ogni momento, magari martellando, senza attendere l’occasione, perché per qualcuno potrebbe essere troppo tardi..." (Oreste Forno). La montagna come tutte le attvità umane ha delle percentuali di rischio, quanti pensano a quante persone muoiono per incidente stradale o perchè fumatori, oppure perchè appassionati di gare di moto, di auto o d'altro?? La frase di Bonatti "La montagna più alta è dentro di noi" e l'affermazione di Casarotto "Il mio zaino non è solo carico di materiali:
dentro ci sono la mia educazione, i miei affetti, i miei ricordi,
il mio carattere, la mia solitudine.
In montagna non porto il meglio di me stesso:
porto me stesso, nel bene e nel male" racchiudono il mio concetto di montagna. Cosa voglio dire? Che abbiamo dei limiti che vanno considerati, misurati ed anche superati, sapendo però che se si tratta di raggiungere una posizione lavorativa migliore o un titolo di studio il sacrificio richiesto è la fatica, l'impegno ed anche la rinuncia totale o meno alle proprie passioni. In montagna nel sacrificio può essere compreso anche la messa in pericolo della propria vita, più o meno consapevole, ma è inconsapevole solo nel "durante" ma non nel prima o nel dopo, perchè o lo capisci da solo o te lo fanno capire gli altri! E allora? Allora cominciamo intanto col capire che stiamo in un ambiente che non è quello quotidiano (gia rischioso) dove i rischi aumentano e non sono sempre calcolabili. Che margine di imponderabilità ci prendiamo? Dobbiamo come Forno parlare e martellare sulla morte in montagna?? Come pensiate che vivano gli oncologi o chi si occupa solo di malati terminali, o chi lavora nei servizi funebri? Ci abitua, a tutto, per fortuna, altrimente il genere umano non avrebbe mai progredito e avremmo vissuto come se ci non ci fosse un domani. Non ci sono ricette o soluzioni, io poi sono ateo (non agnostico), quindi penso che l'educazione, la consapevolezza e il sacrifcio riducano la porzione imponderabile legata all'imprevedibilità degli eventi. Poi ognuno di noi fa delle scelte, chi rischia di morire in montagna, chi di tumore perchè lavora in un ambiente non adeguato che non sa, può o vuole valutare oppure per non avere fatto gli esami indispensabili, che avrebbero fatto scoprire una grave malformazione congenita. Il problema posto da Forno è "LA MONTAGNA PER LA VITA", ma la montagna è solo un aspetto del problema, che è più profondo ed è millenario "Che senso e che scopo ha la mia vita!?" Se ce l'ha? Quali sono i miei valori?. I credenti hanno una loro risposta più o meno preconfezionata e "basterebbe" essere coerenti in quello che credono, quelli come me atei non hanno risposte, fanno parte di un processo non sempre voluto nel quale possono solo sforzarsi di capire il più possibile e, se come passione hanno la montagna, fare tutto il possibile perchè, alla fine dopo studio, sacrificio e allenamento, sia solo espressione di gioia e serenità, ! Doveroso è fare tutto il possibile per ridurre i rischi ed avere la consapevolezza delle conseguenze delle nostre azioni.......poi........siamo mortali!

zar hat gesagt:
Gesendet am 28. Mai 2014 um 18:35
...questa è tosta!!!!
Discutere di qualcosa che spaventa tutti...chi, seppur con prudenza e circospezione, ne parla e chi, fingendo indifferenza e scaramanzia, rifugge l'argomento.
Non so di preciso come pormi...sono un credente convinto e tendenzialmente affronto la discussione con serenità ed equilibrio (certo il mio, come ognuno usa il proprio).
E' un evento che, purtroppo, può capitare e non è da demonizzare.
Non mi sento, sinceramente, di essere un masochista e di mettermi maggiormente a rischio andando per monti...sicuramente, non mi sento più protetto e meno vulnerabile nella vita di tutti i giorni.
Credo, piuttosto, che l'abitudine, la routine e la frequentazione assidua, reiterata nel tempo e negli spazi, diano certezza di controllo , facendo apparire il rischio meno invasivo e traumatico.
Il coltello è potenzialmente un'arma offensiva, tutti i giorni lo maneggiamo sulle nostre tavole ma, quando ci capita per le mani una pistola, improvvisamente, perdiamo il controllo e identifichiamo lo strumento di morte.
Tutti conosciamo il valore e l'importanza della paura quale dispositivo umano di allerta...con tempi diversi, secondo le proprie capacità e soggettive sensazioni, avvertiamo l'eccesso.
L'imponderabile, però, prescinde da tutto ed una certa forma di "destino" rimarrà sempre inarrestabile.
E' inevitabile...dobbiamo andare avanti ed affrontare l'esistenza...non possiamo fare in altra maniera e nessun altro atteggiamento ci metterebbe al sicuro.
Dobbiamo convincerci di essere mortali e, conseguentemente, moriremo.
Facciamo del tempo che ci è concesso un contenitore di "valore" e "coerenza".
Sono un uomo e debbo fare l'UOMO...
Cito mio nonno Giovanni: "caro Luca, un uomo non è tale per il pistolino che ha in mezzo alle gambe ma per quello che ha nella testa"...

Poncione hat gesagt:
Gesendet am 28. Mai 2014 um 22:23
Direi che la morte ci accompagna in ogni momento della nostra vita, e non solo in montagna. E' lì che ci aleggia intorno sotto qualunque forma, materiale, umana, vegetale, animale... Certo, in montagna talvolta ci sembra di accarezzarla e andarle incontro in maniera ancor superiore che in qualunque altro luogo e momento... ma qualche giorno fa' mi ha sfiorato nelle sembianze umanissime e materiali di una donna in bicicletta, che in senso vietato mi ha letteralmente tagliato - quasi sfiorandomi - la strada a gran velocità in pieno centro a Varese, 382 metri sul livello del mare.
Testimonianza forse, la mia, più pratica e diretta che filosofica, ma è solo per non sopravvalutare il "fenomeno" (che tale non è) della morte e la montagna, riportandola e rapportandola ad ogni altro momento della vita, e ai piccoli e grandi pericoli che essa ci serba.

igor hat gesagt: La morte e sempre in agguato...
Gesendet am 30. Mai 2014 um 23:04
La montagna ci regala emozioni e soddisfazioni , ma resta ed è sempre pericolosa quindi è da mettere in conto che praticando alpinismo come escursionismo ci possa accadere qualcosa come anche morire,se no cambiamo sport .
Ciao Sir

gbal hat gesagt:
Gesendet am 31. Mai 2014 um 14:42
Ringrazio i 248 (ad oggi) visitatori di questo forum per la curiosità ispirata, gli altrettanti che, mi auguro, avranno voluto visitare il sito di Oreste in proposito e non e coloro che, messa da parte la titubanza scaramantica per l'argomento, hanno voluto scrivere il loro pensiero in proposito.
Grazie
Giulio

Amedeo hat gesagt: RE:
Gesendet am 3. Juni 2014 um 10:22
La mia l'ho inviata a Oreste Forno che l'ha pubblicata e mi ha risposto.
Grazie Giulio, a presto

Menek hat gesagt:
Gesendet am 31. Mai 2014 um 17:41
Ho letto e riflettuto... non ho altro da dire...
Grazie a Giulio per il contributo.
Domenico


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