Fatica....perchè?


Publiziert von gbal, 18. September 2013 um 11:40. Diese Seite wurde 377 mal angezeigt.

Chi fosse interessato a leggersi qualche riflessione sul perchè si fa fatica a salire in montagna (sì avete letto bene!) può leggere qui: La fatica del salire

Saluti!



Kommentare (4)


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MicheleK hat gesagt: La fatica e' un' emozione
Gesendet am 18. September 2013 um 22:58
Ciao Giulio,
trovo la tua pubblicazione molto interessante. Presenti in effetti un' analisi basata sulla teoria della fatica periferica, cioe' una teoria che predice il limite dell' esercizio fisico in base al metabolismo muscolare.

Questa non e' pero' l' unica componente della fatica; La fatica periferica e' in effetti invece sottomessa al controllo della cosiddetta fatica centrale. Questo concetto rivoluzionario e' stato sviluppato e nel mentre provato durante gli ultimi 10 anni di ricerca in fisiologia e in essenza descrive la sensazione di fatica quale risultato del controllo omeostatico da parte del cervello, con l' obbiettivo proprio di evitare la deprivazione energetica catastrofica a livello musculare (rigor) con conseguenze potenzialmente fatali.

Il cervello integra infatti segnali metabolici insieme ad elementi come il sapere antecedente (cioe' se conosci il percorso fai meno fatica !!) oppura la consapevolezza della distanza dalla fine dell' esercizio (spesso gli ultimi metri dalla vetta non sono piu cosi' faticosi...). L' integrazione avviene a livello inconscio e la sensazione di fatica e' la sesazione risultante da questo meccanismo di controllo. Ecco una review del 2004 che descrive la situazione.

http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC1724894/pdf/v038p00511.pdf

Argomento affascinante! Keep going'...




gbal hat gesagt: RE:La fatica e' un' emozione
Gesendet am 19. September 2013 um 22:10
Credo che tu sia molto preparato su questo argomento.
Andrò a studiarmi il tuo link!
Ciao e grazie.
Giulio

stefano58 hat gesagt: RE:La fatica e' un' emozione
Gesendet am 20. September 2013 um 13:57
Mi ci vorrebbe una giornata per tradurre l'articolo, ma concordo sul fatto che conoscendo il percorso si fà meno fatica, secondo me anche perché si coordinano meglio i movimenti (ma forse rientra nel meccanismo di questa integrazione) e non c'è l'ansia per eventuali difficoltà.
Ciao
Stefano

Nevi Kibo Pro hat gesagt:
Gesendet am 20. September 2013 um 15:53
In effetti, ci siamo fino ad ora concentrati sulla fisica, ma queste brevi note di Michele sono molto interessanti.
Purtroppo, non riuscirei mai a capire con completezza quanto c'è scritto nell'articolo proposto, ma vedere la "fatica" come meccanismo di autoprotezione, esattamente come il "dolore"credo che sia una teoria assolutamente convincente.

Grazie Michè

Ciao
Paolo


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