Terremoto, valanghe, emergenza, protezione civile… e geologia, sì, geologia


Publiziert von Amedeo, 24. Januar 2017 um 02:06. Diese Seite wurde 252 mal angezeigt.

Riporto di seguito un mio articolo pubblicato  sul giornale on-line "Lo Stivale Pensante". L'ho scritto da tecnico del settore (geologo) e non da escursionista o da cittadino, spero sia occasione di riflessione, proposte, informazione e se volete anche di critiche. però supportate da fatti e/o studi non da impressioni o da posizioni di forze politiche. Vi invito anche a leggere ciò che scrisse Amedeo Balbi, scienziato, dopo la prima sentenza sul processo dell'Aquila alla Commissione Grandi Rischi (trovate il link per accedervi), io ne condivido il contenuto.  


 (Amedeo Dordi)  Siamo di nuovo di fronte a momenti drammatici legati alle peculiarità geologiche e di organizzazione del nostro paese. Come tutti spero che dall’Hotel Rigopiano vengano estratte vive le persone sommerse dalla valanga ma, col rispetto che voglio ribadire per i morti e per i dispersi, ritengo sia indispensabile una riflessione da parte di chi si occupa, come me, di queste cose. Tanto tra dieci giorni tutto verrà dimenticato a accuratamente occultato dalle informazioni sui media.

Terremoto, valanghe, emergenza, protezione civile... e geologia, sì, geologia

Terremoto, valanghe, emergenza, protezione civile… e geologia, sì, geologia. Innanzitutto la pochezza e ignoranza della maggior parte della nostra classe politica, maggioranza ed opposizione. Assistiamo a cose vergognose, l’opposizione che cavalca la tigre in modo becero come ha fatto ad esempio (non solo) il leader della Lega Matteo Salvini, la maggioranza che si prodiga in “stiamo facendo, faremo, stiamo uniti…”, ma poi “passata la festa gabbato lo santo”. Vi posso dire ad esempio che il ministro Alfano (come Ministro degli Interni) ha ricevuto il precedente Presidente del Consiglio Nazionale dei Geologi ed anche l’attuale, manifestando grande interesse e disponibilità per la geologia, il dissesto idrogeologico, i terremoti, ecc… dicendo che si sarebbe prodigato. Risultato? Poco più di nulla! Mina direbbe “Parole, parole, parole, parole…”.

Sta per essere approvata una nuova legge sulle Norme Tecniche sulle Costruzioni (che riguarda la costruzione degli edifici, con particolare attenzione sulla sismicità) e la Commissione del Consiglio Superiore dei LLPP ha quasi bellamente escluso la parte geologica, un po’ anche per colpa del nostro rappresentante (unico tra molti ingegneri), Vittorio D’Oriano, che ai primi duri contrasti ha deciso di non partecipare più alle riunioni. Non voglio rendervi edotti dei problemi della politica geologica, in un paese che ha tutte le problematiche geologiche possibili, ma di un atteggiamento che riguarda tutti, dal Presidente del Consiglio al più umile dei lavoratori, al disoccupato. In Italia si fa sempre un gran parlare, senza cognizioni di causa, senza informazioni corrette (a volte pilotate politicamente), senza mai partecipare o fare qualcosa di concreto; è giusto aiutare chi è in difficoltà dopo un evento estremo ma non basta, un Paese Civile e sviluppato deve fare altro, prevenire, programmare!

Ad esempio in Regione Lombardia ci sono tutti gli strumenti per la prevenzione che vanno dalla “Componente geologica, idrogeologica e sismica del Piano di Governo del Territorio” ai “Piani di Emergenza Comunale”. Bene, ambedue sono non di rado dimenticati dalle amministrazioni comunali o meglio, valgono solo per gli interventi dei privati cittadini ma spesso non per le Amministrazioni, perché? Perché i Piani di Emergenza Comunali non vengono presentati alla popolazione, come d’obbligo dovrebbe essere fatto? Ho assistito alla presentazione del Piano di Emergenza Comunale di un comune della zona, vorrei capire perché c’erano solo dieci persone, delle quali due tecnici che presentavano il piano e un altro ero io, presente come osservatore; sbagliata informazione? Menefreghismo? Presentazioni programmata in un periodo errato? Un po’ di tutto questo.

Non entro nel merito di quello che è successo all’Hotel Rigopiano perché pur essendo un tecnico del settore non ho sufficienti informazioni voglio solo far capire che non è concepibile in un paese sentire dire “Non era mai successo”. Certi eventi hanno un tempo di ritorno (il tempo di ritorno è il tempo medio intercorrente tra il verificarsi di due eventi successivi di entità uguale o superiore ad un valore di assegnata intensità o, analogamente, è il tempo medio in cui un valore di intensità assegnata viene uguagliato o superato almeno una volta) di 200 o 500 anni; è naturale che nessuno abbia memoria, ma ci sono spesso dei documenti che testimoniano l’evento in passato. Insomma una corretta informazione da parte dei media e dei politici è fondamentale, così come fondamentale è la partecipazione dei cittadini al processo democratico, che vuol dire informarsi e portare informazioni, altrimenti si resta dei sudditi piagnucolosi e non si riesce ad evitare o a convivere con i rischi. Un altro tasto dolente è rappresentato dalla magistratura.

A tal proposito riporto quanto scrisse Amedeo Balbi scienziato, sulla prima sentenza dell’Aquila (http://www.ilpost.it/amedeobalbi/2012/10/23/dopo-la-sentenza-dellaquila/ ) “…in cui la classe politica ha rinunciato al compito di indicare strade serie e di lungo termine per la soluzione dei problemi, in cui le decisioni vengono prese sull’onda delle emergenze, nulla è pianificato, e i rischi vengono sottovalutati o ignorati fino a quando non è troppo tardi. Infine, un paese in cui, una volta che la situazione sia ormai ampiamente compromessa e ingovernabile, si ricorre alla magistratura per assegnare colpe e responsabilità, non solo sul piano giudiziario, come sarebbe normale, ma anche sul piano politico e morale. Insomma, da qualunque angolo lo si guardi, il quadro di un paese spacciato…”.

Penso anch’io che l’Italia sia un paese quasi spacciato perché una nazione che non investe nella scuola (la buona scuola è una farsa…chiedete a studenti e insegnanti), nella ricerca (siamo tra gli ultimi in Europa), nelle generazioni giovani (Poletti docet, le sue scuse? tardive), in cultura (di cultura si può anche vivere, con buona pace di Tremonti), è un paese spacciato.

Come si può invertire la rotta? In modo semplice, facendo bene il proprio lavoro, partecipando al processo democratico, limitando a due i mandati parlamentari e non saltando sul carro dei vincitori ad ogni elezione. Forse chiedo troppo, ma concordo sul detto “Il sonno della ragione genera mostri”. 





Kommentare (5)


Kommentar hinzufügen

Angelo & Ele hat gesagt:
Gesendet am 24. Januar 2017 um 09:35
Ciao Amedeo,

hai usato parole a volte sagge.. a volte molto dure.. e a volte molto appassionate.

Siamo un Paese che, tristemente, non investe nel Futuro ed in ogni ambito!
Dalla ricerca alla scuola.. dalla qualità della vita in ogni sua forma alle elementari norme di sicurezza dei cittadini.
Ma, credimi, non siamo l' unico Paese che, per molteplici cause, si comporta in tale e miope modo, anzi.....
Certo tutto ciò non è certo una magra e stupida consolazione, ma gli standard che caratterizzano il Giappone o alcuni Paesi del Nord Europa sono per noi "Italia" ancora lontanissimi e forse irraggiungibili...
Purtroppo!

Dici bene: "“Il sonno della ragione genera mostri”.....

Ma all' insegna di una nuova e possibile rotta, da Te menzionata, aggiungerei:
"La carenza di una vera Educazione (morale, civica, empatica, professionale, ecc.) genera e genererà sempre Apatia, Egoismo e Amoralità..."

Ed è proprio da lì che un giorno occorrerà partire per "rifare" prima noi stessi.. poi i nostri figli ed infine la società ITALIA intera.

Se il vero Cambiamento non partirà prima da noi stessi, nessun politico.. nessun partito.. nessun geologo.. nessun magistrato.. nessun scienziato potrà mai cambiare questa Italia.

Sei una persona con etica e morale e, qualunque cosa succederà in Italia, non cambiare mai...

Saluti e Buon Montagne a Te...

Angelo

Amedeo hat gesagt: RE:
Gesendet am 24. Januar 2017 um 11:58
Grazie Angelo, io credo ancora nell'educazione, nel senso civico, nell'onestà e nella coerenza, quest'ultimo valore dimenticato dalla maggioranza della popolazione e ovviamente dei politici.
Ciao
Amedeo

Poncione hat gesagt:
Gesendet am 24. Januar 2017 um 13:30
Hai ragione un po' su tutto e - come dire - "sparato sulla croce rossa" mettendo a nudo la non proprio buona qualità di chi ci governa. E, purtroppo, ne siamo abituati.
Hai ragione a dire che la tragedia dell'Hotel sarà dimenticato alla "prossima notizia sensazionale", e anche questa è una cosa a cui in Italia siamo ben abituati, purtroppo.
Queste "cattive abitudini" tuttavia dovremmo togliercele noi e non attendere che qualcuno lo faccia al nostro posto, visto che è proprio il sistema politico e mediatico che "condiziona" la nostra vita, il nostro modo di pensare ed agire.
E con questa situazione abbiamo davvero il coraggio di auto-definirci - magari quando ci fa comodo - "liberi cittadini"?
Pensiamoci.

andrea62 hat gesagt:
Gesendet am 24. Januar 2017 um 14:29
"la partecipazione dei cittadini al processo democratico, che vuol dire informarsi e portare informazioni" lo diceva già J.J.Rousseau nel "Contratto sociale" (per inciso un bel "sesto grado" per l'impegno che mi ha richiesto leggerlo) e probabilmente lo disse anche qualcun altro prima di lui.
Ciao
Andrea

Amedeo hat gesagt: RE:
Gesendet am 24. Januar 2017 um 14:55
Ma gli italiani non l'hanno ancora capito!
Grazie Andrea!
Ciao


Kommentar hinzufügen»